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Autodesk: Con quali software lavorate?

Thibaut Robert : L'intero team dell'agenzia L-BA ha a disposizione delle suite BIM di Autodesk: Revit, Navisworks per la revisione dei progetti e Dynamo. Li abbiamo associati ad alcuni visualizzatori, con l'obiettivo di passare completamente all'openBIM®. Recentemente abbiamo presentato la nostra candidatura ad un concorso di architettura con un'agenzia che utilizza un software sviluppato da un produttore diverso da Autodesk. All'inizio abbiamo avuto qualche difficoltà, ma adesso siamo finalmente riusciti a creare dei processi efficaci. Anche se non ci siamo aggiudicati il concorso, questa collaborazione è stata molto proficua, grazie agli strumenti sviluppati da Autodesk.

Autodesk: L'utilizzo di questi strumenti vi consente di migliorare i vostri progetti?

Thibaut Robert : Sì. Ad esempio, il motore open source IFC 2016 per Revit è davvero molto interessante. In particolare, consente di configurare le esportazioni, il che può rivelarsi molto utile se si collabora con team non ancora completamente operativi con il BIM. In questo modo possiamo comprendere quali sono i nostri punti deboli, nonché quelli del software, e acquisire esperienza.

Autodesk: Può farci un esempio di progetto per cui l'interoperabilità ha funzionato particolarmente bene?

Thibaut Robert : Abbiamo vinto un concorso per la costruzione di una mensa scolastica in legno presso Lille, nel quale abbiamo inserito un progetto sviluppato con il BIM Manager. Collaboriamo a distanza con lo studio associato che si trova a Digione tramite gli strumenti Autodesk, in particolare con gli strumenti MEP e strutturali, e iniziamo a lavorare in parallelo sull'architettura del modello. Non vogliamo passare dal server BIM di Autodesk, che è molto specializzato; prediligendo un approccio più generico, in modo da poter collaborare con tutti. E per ora sta andando decisamente bene.
Su un altro progetto di edilizia passiva in legno (17 alloggi popolari presso Enghien-les-Bains), abbiamo affiancato lo studio strutturale che utilizza Cadwork. Allo stesso tempo, collaboro con uno studio che ha realizzato la modellazione tramite un plug-in di Revit: ha sovrapposto la nostra architettura alla struttura del progetto legata alla sua soluzione e ha quotato le opere in maniera intelligente in base al nostro modello. Ciò che è davvero straordinario è che la giovane architetta che ha recentemente iniziato a lavorare presso la nostra agenzia per seguire questo progetto può visualizzare direttamente i vincoli e le forme, utilizzando allo stesso tempo il BIM. L'aspetto interessante del modello digitale è proprio questo: la possibilità di condividere le competenze.

Autodesk: Cosa ne pensa dell'IFC?

Thibaut Robert : Per quanto mi riguarda, è indispensabile. Da un lato perché è l'unico formato davvero interoperabile, e dall'altro perché consente di bloccare i dati, che sono sotto la responsabilità di ciascun partecipante al progetto. Questo standard costringe quindi tutti a verificare i dati che vengono inviati, facendone uno strumento estremamente imparziale. E nonostante quello che dicono gli scettici, l'IFC funziona molto bene!