Asset 12 Asset 10 Asset 15 Asset 15 autodesk_icon_font_04_06_16_kl Asset 11 autodesk_icon_font_04_06_16_kl autodesk_icon_font_1_18_17_start_over-01
  • Italia

    Sei stato reindirizzato alla pagina corrispondente del sito locale, dove puoi trovare i prezzi e le promozioni disponibili per la tua area geografica, nonché effettuare acquisti online.

    Stay on our U.S. site

Keyboard ALT + g to toggle grid overlay

Autodesk: Come sceglie gli strumenti di lavoro?

Annalisa De Maestri : Il nostro approccio consiste nel non utilizzare mai un software solo, ma di individuare ogni volta quello migliore in funzione della nostra missione. Le esigenze cambiano, a seconda che ci si debba occupare di BIM Management, creazione di modelli, costruzione, sintesi o accompagnamento del committente. Prima di cercare lo strumento perfetto per far comunicare tutti tra di loro, ci occupiamo innanzitutto di fare in modo che le informazioni relative al progetto abbiano la forma corretta. La maggior parte degli strumenti presenta un buon livello di interoperabilità; se non è così, sviluppiamo internamente gli strumenti per recuperare le informazioni necessarie. Utilizziamo la suite Revit di Autodesk, ma anche, in caso di progetti particolari, il software Dynamo, una tecnologia di modellazione di geometrie complesse che realizza un ambiente di programmazione visuale.

Autodesk: Come utilizzate i file IFC?

Annalisa De Maestri : Per alcuni progetti utilizziamo i file IFC per trasferire informazioni per la costruzione; tuttavia utilizziamo anche altri linguaggi, come STEP o IGES. Non conserviamo però tutte le informazioni come con l'IFC, ma utilizziamo i dati per completare gli elementi mancanti. Di norma abbiamo un buon riscontro dai nostri strumenti, anche se non tutti sono ancora interoperabili al 100%. Si tratta però di coinvolgere l'intera catena, poiché l'interoperabilità non basta: è necessario che ogni partecipante al progetto acquisisca delle competenze ad hoc. Ciò è ancora più importante quando lavoriamo su progetti che comprendono fino a 60.000 modelli. In questi casi dobbiamo riuscire ad integrare ogni disciplina, e ciò può significare un coinvolgimento di 50 società, se non di più. Ma non è un problema: è sufficiente adottare un buon metodo di lavoro, con l'aiuto, naturalmente, di strumenti interoperabili.

Autodesk: Come avviene, nel concreto, per il progetto del nuovo ospedale di Ajaccio?

Annalisa De Maestri : Per questo progetto utilizzeremo il BIM per la gestione, la progettazione e la realizzazione. Il committente ci ha richiesto l'utilizzo del formato IFC 2x3, lasciandoci però carta bianca in merito agli strumenti. Abbiamo individuato i metodi ottimali da un lato per la creazione dei modelli e dall'altro per la conversione dei file IFC. I team di progettazione si sono riuniti e hanno concordato di lavorare con Revit, tranne per qualche opera specifica, ad esempio strade e utilità o terrazzamenti. Abbiamo inoltre scelto i visualizzatori eveBIM del CSTB per il committente e di Navisworks Manage per l'organizzazione quotidiana dei modelli. In questo modo vi è una lavorazione in parallelo tra gli strumenti di progettazione nativi (l'80% di Revit nella fase di progettazione e l'80% in quella di esecuzione) e i file IFC, destinati esclusivamente al committente.